INCIPIT      pag. 1

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IN QUESTA PAGINA:

          1) C.DICKENS: GRANDI SPERANZE

           2) C.DICKENS: CANTO DI NATALE

           3) C.DICKENS :DAVIDE COPPEFIELD

           4) C.DICKENS: OLIVER TWIST

                     5) VIRGINIA WOOLF: LE ONDE

                     6) VIRGINIA WOOLF: AL FARO

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   C.DICKENS : da GRANDI SPERANZE:

"Poichè in cognome di mio padre era Pirrip,e il mio nome di battesimo Philip,la mia lingua infantile non riusci' mai a ricavare dai due nomi nulla di piu' lungo o di piu' esplicito di Pip.  Così presi a chiamarmi Pip, e Pip finii per essere chiamato. che pirrip sia il cognome di mio padre,lo affermo in base alla sua lapide funeraria e a mia sorella-Mrs.Joe gargery, che sposo' il fabbro. siccome non vidi mai nè mio padre nè mia madre e neppure un loro ritratto (essi vissero infatti molto prima dei tempi della fotografia),le mie prime fantasie sul loro aspetto derivarono irragionevolmente dalle loro lapidi......

   C.DICKENS: da  CANTO DI NATALE 

"Marley era morto,tanto per cominciare. non c'era alcun dubbio. il registro della sua sepoltura era stato firmato dal pastore,dal chierico,dall'impresario delle pompe funebri. lìaveva firmato anche Scrooge. e il nome di scrooge alla borsa era valido per qualsiasi cosa     su cui lui decidesse di metter mano.Il vecchio Marley era morto come il chiodo di una porta. Attenzione! Non sostengo di sapere cosa ci sia di particolarmente morto nel chiodo di una porta.Se fosse per me, considererei piuttosto il chiodo di una bara come l'articolo più morto in quel ramo di commercio........

  C.DICHENS: da DAVID COPPERFIELD

Si vedrà da queste pagine se sarò io o un altro l’eroe della mia vita.
Per principiarla dal principio, debbo ricordare che nacqui (come mi fu detto e credo) di venerdì, a mezzanotte in punto. Fu rilevato che nell’istante che l’orologio cominciava a battere le ore io cominciai a vagire.
Dalla infermiera di mia madre e da alcune rispettabili vicine, alle quali stetti vivamente a cuore parecchi mesi prima che fosse possibile la nostra conoscenza personale, fu dichiarato, in considerazione del giorno e dell’ora della mia nascita, primo: che sarei stato sfortunato; secondo: che avrei goduto il privilegio di vedere spiriti e fantasmi; giacché questi due doni toccavano inevitabilmente, com’esse credevano, a quegli sciagurati infanti dell’uno o dell’altro sesso, che avevano la malaugurata idea di nascere verso le ore piccole di una notte di venerdì.
Sulla prima parte della loro predizione non è necessario dir nulla, perché nulla meglio della mia storia può dimostrare se sia stata confermata o no.
Sulla seconda osservo soltanto che, giacché in fasce non mi avvenne di veder gli spiriti, a quest’ora sono sempre in attesa d’una loro visita. Ma non mi lagno di non aver goduto questo onore; e se c’è qualcuno che presentemente lo gode e se ne compiace, buon pro gli faccia, e senza invidia!.....

C.DICHENS: da OLIVER TWIST

Tra gli alti edifici pubblici di una certa cittadina,che per diverse ragioni sarà per me prudente astenermi dal menzionare e alla quale neanche assegnerò un nome fittizio,ve n'è uno familiare un tempo alla maggior porte delle citta',grandi o piccole che fossero,e cioè un ospizio di mendicità.E in questo ospizio,in un certo giorno,mese e anno che non devo darmi pena di precisare,giacchè il conoscerli non potrà riuscire di alcuna utilità al lettore-per lo meno allo stato attuale delle cose-nacque l'articolo di mortalità il cui nome compare nel titolo di questo capitolo.

VIRGINIA WOOLF: da LE ONDE

"Il sole non s'era ancora levato. Il mare non si distingueva dal cielo;era solo appena increspato,come un panno gualcito.piano piano,con il cielo che si schiariva,si poggio' sull'orizzonte una linea scura che li divise,e il panno grigio si pezzo' a forza di colpi veloci,che da sotto salivano in superfice incalzandosi,uno dietro l'alto,in un movimento perpetuo. Avvicinandosi alla spiaggia ogni striscia si sollevava,si gonfiava,si rompeva,ricoprendo di un velo sottile d'acqua bianca la sabbia. L'onda si arrestava, poi si ritirava sibilando,come chi respiri lento,regolare e incoscente nel sonno.....

 

VIRGINIA WOOLF: da AL FARO

<< Si certamente,se domani è bello >>disse la signora Ramsay,<< Ma ti dovrai svegliare con l'allodola>> aggiunse. Al figlio queste parole dettero una gioia straordinaria,come se fosse ormai deciso che la spedizione ci sarebbe stata senz'altro,e il miracolo atteso,dopo le tenebre di una notte e la navigazione di un giorno.All'età di sei anni apparteneva già a quel vasto gruppodi persone che non sanno tener separato un sentimento dall'altro,ma piuttosto lasciano che le immaginazioni del futuro,con le loro gioie e dolori,offuschino ciò che è già qui:purchè già dalla prima infanziaqualunque oscillazione nella ruota della sensibilità ha il potere di cristallizzare e fissare kl'attimo,da cui la tristezza e l'euforia dipendono.

 

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Argomento: INCIPIT

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